(Blue Velvet, USA/1986) di David Lynch (120′)

Soggetto e sceneggiatura: David Lynch. Fotografia: Frederick Elmes. Montaggio: Duwayne Dunham. Scenografia: Patricia Norris. Musica: Angelo Badalamenti. Interpreti: Kyle MacLachlan (Jeffrey Beaumont), Isabella Rossellini (Dorothy Vallens), Dennis Hopper (Frank Booth), Laura Dern (Sandy Williams), Hope Lange (signora Williams), Dean Stockwell (Ben), George Dickerson (Detective Williams), Jack Nance (Paul), Brad Dourif (Raymond). Produzione: Dino De Laurentiis.
Restaurato in 4K nel 2019 da Criterion con la supervisione di David Lynch

L’apertura del nuovo cinema di Lynch. Comincia così, dentro a un orecchio abbandonato per strada, l’avventura più personale del cineasta. La provincia statunitense, come congelata agli anni Cinquanta, contiene indicibili perversioni e altrettante innocenze. I due mondi si guardano e non chiudono mai gli occhi davanti all’orrore. Persino Isabella Rossellini viene travolta dal mostruoso. Velluto blu è un saggio sugli Usa in forma di incubo senza logica. Il capolavoro di Lynch.
Blue Velvet
è una canzone di Bobby Vinton scritta negli anni Cinquanta, che io ho scoperto e amato negli anni Sessanta. Una canzone che mi ha ispirato un certo stato d’animo. Quanto al velluto è un materiale straordinario, sensuale, ricco, pesante… quasi organico.
(David Lynch)

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